Mare
  • Ultima spiaggia “ e Oasi del WWF del Burano, a Chiarone e marina di Capalbio;
  • Spiaggia delle Graticciare e Casalaccio a marina di Pescia Romana;
  • Rserva naturale WWF del Burano, oasi di grande interesse scientifico dove è possibile ammirare in un vero paradiso di avifauna palustre, la torre del Buranaccio.
Laghi
  • Bolsena, il più grande dei laghi vulcanici, con le sue isole Bisentina e Martana;
  • Mezzano, autentico paradiso nella quiete dei monti Vulsini;
  • Vico, creato secondo mitologia dalla clava di Ercole.
Monti
  • Cimini e Vulsini nell'Alto Lazio;
  • M.te Amiata in Toscana, cono vulcanico relitto, con le sue fortezze perimetrali di Radicofani, Arcidosso, Castiglione e Piancasta.
Escursioni costiere:
  • Ansedonia con le rovine della città romana di Cosa e la Tagliata etrusca con il canale scavato nella dura roccia, a protezione dell'antico porto dall'insabbiamento marino.
  • Orbetello,congiunta da una laguna di splendida conformazione al Monte Argentario, con le note località turistiche di Portercole e Porto S.Stefano, Ansedonia, e le isole dell'arcipelago toscano di Giglio e Giannutri, note per la limpidezza delle acque e la bellezza delle spiaggie;
  • Talamone , al margine del Parco dell'Uccellina;
Escursioni territoriali interne: sulla strada degli etruschi
  • Capalbio: antico paese medioevale arroccato su di un poggio, con la sua bella torre merlata (Rocca Aldobrandina) circondata da bastioni;
  • Saturnia con le sue acque termali, e le amene località interne di Pitigliano, Magliano, Sorano, Vulci e Sovana;
  • Viterbo: capoluogo della Tuscia, sede della Corte Papale, con le splendide chiese ed i severi palazzi circondati da chiostri e fontane: Ricca di polle ( famosa quella del Bulicame) per le cure termali, è nota oltrechè per il museo Etrusco anche per la festa di S.Rosa e la sua “macchina accesa”, portata a spalla da 100 devoti facchini per le strade spente della città la sera del 3 settembre di ogni anno.
  • Montalto di Castro, con il famoso Castello dei Marchesi dei Vulci, Tarquinia, sul colle della Civita e Tuscania,con le sue chiese antiche, tutte e tre poste su colline di natura tufacea, sia in destra che in sinistra del Fiume Fiora, a relativa poca distanza dalla costa tirrenica.
    In epoca medievale passarono tutte sotto il controllo diretto della Famiglia Farnese, che in seguito (nel 1650 circa) vide poi subentrare lo Stato Pontificio che ne detenne il controllo fino alla storica riunificazione dello Stato Italiano del 1870.


Brevi note storiche, culturali e di presentazione delle visite suggerite.

La maremma laziale e parte di quella toscana, compresa tra i fiumi Ombrone e Fiora, gli abitati di Capalbio e Saturnia, bordata a nord dal M. Amiata e ad est dai monti vulcanici dell’Alto Lazio (Vulsini e Cimini), con gli splendidi laghi di Bolsena e Vico, è terra di eccezionali testimonianze delle antiche Necropoli Etrusche, solo in parte riportate alla luce ed oggi direttamente visitabili.
Nell’VIII secolo a.c.,ancor prima del dominio romano, una vasta area compresa tra la Toscana meridionale ed il Lazio settentrionale, divenne la culla di una delle più fiorenti civiltà del Mediterraneo: Gli Etruschi
Come è noto, la civiltà etrusca raggiunse l’apice del suo splendore a partire dal VI secolo a.C., quando, abbandonata un’economia prettamente agricola, si impose un modello urbano favorito dai traffici commerciali con l’Oriente e caratterizzato da città-stato costruite su speroni rocciosi.
Caratterizzata dal singolare connubio tra una natura aspra e selvaggia, ed un ricco patrimonio artistico e culturale fin dalle antichissime origini, fu assoggettata, dopo un lungo periodo di espansione e florida esistenza, dalla città di Roma, diventandone così la VII regione d’Italia, alla quale venne dato il nome di Tuscia
La zona d’interesse a noi oggi più vicina e accessibile è l’Etruria Meridionale (Bassa Tuscia) che comprende, in particolare, quel vasto comprensorio di rara bellezza naturalistica che ricadde sotto il “controllo” della città etrusca di Vulci, oggi parco regionale di primaria importanza storico-ambientale.
L’area suddetta abbraccia le valli del fiume Fiora e dell’Albegna ed è ricca di suggestive testimonianze del passato, quali rovine e tombe a fossa ed a camera con decorazioni e reperti funerari opera degli abili artigiani etruschi conservati in loco o custoditi nei principali musei archeologici come quelli di Tarquinia, Viterbo, Tuscanica, Castro e Saturnia, nonché nel famoso museo etrusco di Villa Giulia a Roma

 

 

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